nick's archivelog

Minime impressioni dell'uomo meccanico

19 settembre 2005

Ho in me delle culture, pesco a sorte
dopo mi taccio, o mi addormento, o crepo.
Quanto è grandioso il Novecento o indietro
tutti quei libri che mi son bevuta,
cose guardate a caso sui giornali
ecco Picasso la tauromachia
le rupi incise ecco guardare ancora
Hemingway cacciatore, e si credeva
tanto vitale, il mito dell'eroe
il maschio bevitore, vezzeggiato
dalle infermiere o solo nella giungla:
quanto niente che resta, che frontiere
da saltare a piè pari come lepri.
I professori di letteratura, o
"dell'impotenza": me lo sai spiegare?
Dice (ma chissà chi): "Tolstoj è un gigante".
E no, Tolstoj è normale, dico io.
Se fossimo più in gamba scriveremmo
cose enormi anche noi, ti metti lì
e pensi e scrivi e vivi, hai dei quaderni
la penna d'oca forse, sei persona
piena di serietà, non hai la tele,
non ti diverti a fare le cazzate
stai solo con le donne e i contadini.
Tolstoj si sdraia sul prato di giugno
e sente il sole sopra e fra la terra
e il fuoco c'è il suo corpo di gigante.


Anna Lamberti Bocconi

Tazio

Tazio che evade l'imposta di famiglia,
Tazio che importa vino senza dazio,
Edifica per sé su suolo pubblico,
Tazio che nega un soldo al Patronato,
Tazio che serve messa a mezzogiorno
Rubando gloria e mancia a un
chierichetto,
Tazio che ha tre carnali al brefotrofio,
Tazio che se n'impipa dell' Ufficio
D' Igiene e Ispettorato del Lavoro,
Tazio che si è fatto la marsina,
Tazio che si fece riformare,
Tazio che alla moglie del soldato
Vendette pane nero a mille al chilo,
E quando quella non poté saldare,
La tirò, la fottette dietro il banco,
Tazio che fa la predica ai mendicanti,
Tazio che incettò tutto da tutti:
Tedeschi, ucraini, negri USA;
Scatolame, gondoni, telitenda,
Pneumatici, calzin, paracadute,
Tazio ch'ebbe l'orgoglio d'esser vile,
Tazio che dié del scemo ai fucilati,
Tazio che sulla scheda elettorale
Scrive "Merda!", "Cornuti!", "Abbasso tutti!"
Tazio...


Beppe Fenoglio - Epigrammi, Einaudi 2005 -

15 settembre 2005

De Chirico vs. i modernisti

Vi sono oggi, non solo in Italia, ma in tutta Europa e, probabilmente nel mondo due gruppi di pittori: uno, ed è il più grosso, è composto dai cosiddetti modernisti, molti dei quali sono dei pseudoartisti che dietro il camouflage dello "spirito moderno", del "gusto" moderno, della scusa che "ogni epoca ha la sua arte", che essi (i modernisti) sentono il "tormento" e "l'Inquietudine" del nostro tempo, dietro, dico, il camouflage di tutta questa bella roba nascondono un'impotenza ed un'ignoranza assolute.
I modernisti però sono uniti in un blocco ben compatto e lavorano sodo per il loro interesse: si spartiscono i premi, ufficiali e non ufficiali, si accaparrano le migliori sale ed i migliori padiglioni alla Biennale ed alla Quadriennale, e creano una specie di dittatura che, se non è pericolosa quanto una dittatura politica, pure nuoce alla vera arte ed ai veri artisti...


Giorgio De Chirico - prefazione al catalogo “Gregorio Calvi di Bergolo” Museu de Arte de Sao Paulo, 197? -

07 settembre 2005

Que viva Fenèk



Incontro con Prodi alla Festa dell'Unità: Santoro, Lerner e la Berlinguer discettano di questioni politiche e pungono sul vivo il nostro leader. La mia attenzione cade però sulle prime file, dove sostano alcuni leader (ancora questa parola) locali (Sarfatti, Sarchiapone ecc.), il grande Fassino descamisado e altri. Tra questi "altri", con un sussulto, noto lei, la divina: Edwige Fenech!
"Ma allora... è di sinistra!" mi dico con aria sognante, pensando che durante l'adolescenza ho rischiato la cecità ammazzandomi davanti a film come "La vergine, il toro e il capricorno" ma almeno l'ho fatto per una giusta causa! Evviva!

Mr. Enigma


Mr. Enigma, a me piaceva Nadia Cassini. Sai dove posso trovarla? Forse al congresso di A.N.? Giusta causa o no, ormai le diottrie son perse.

Franz Borghese a Roma



FRANZ BORGHESE
Mostra antologica
a cura di Giovanni Faccenda

14 settembre ­ 16 ottobre 2005

Palazzo Venezia, Refettorio Quattrocentesco
Roma, via del Plebiscito 118