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Minime impressioni dell'uomo meccanico

13 maggio 2005

Il Gambero Nero

E' in libreria il volume “Il Gambero Nero – ricette dal carcere” scritto da Michele Marziani e illustrato dal fotografo piemontese Davide Dutto.
Edito da DeriveApprodi di Roma, il libro tratta della cucina dei detenuti nelle celle del carcere di Fossano in provincia di Cuneo.
Ci sono aneddoti e ricette, ma soprattutto si parla del cibo come simbolo di resistenza e d’affetto, come mezzo per umanizzare una dimensione disumana, come chiave per penetrare in un luogo inaccessibile.
Un libro che nasce dalla volontà di parlare del carcere, di un mondo sconosciuto e volutamente dimenticato, e di farlo da un punto di vista diverso. Senza implicazioni sociologiche e senza moralismi, con una chiave di lettura universale: i buoni sapori.
È un viaggio in cucine improvvisate, in sapori che sopravvivono attraverso l’uso sapiente di utensili autocostruiti e fornellini da campeggio.

09 maggio 2005

Intervista ad Albert Saccardi

Nella mia troppo rapida visita al MiArt, non sono riuscito a incontrare i quattro artisti del Laboratorio Saccardi che, in compenso, mi hanno rilasciato un’intervista via email. A breve seguirà il reportage fotografico con immagini dei loro lavori.
Il Laboratorio Saccardi è formato da Vincenzo Profeta (Palermo 1977), Marco Barone (Palermo 1978), Giuseppe Borgia (Palermo 1978), Toti Folisi (Sant’Agata di Militello (ME) 1979) capaci di esprimersi con “differenti linguaggi (dalla pittura, al video, alla fotografia, alla poesia visiva...) nel segno di un dichiarato intento ludico e dissacratorio”.

Come vi siete conosciuti? Come avete iniziato a collaborare? Perché avete deciso di formare il gruppo Saccardi?

Alcuni di noi si conoscono da sempre. La collaborazione è nata quasi per gioco, si faceva a gare a fare il disegno più brutto. Non è stata una decisione… ma un’ esigenza.

Avete da poco aperto il vostro blog che non è strettamente tematico e legato al mondo dell’arte, ma dove si discutono argomenti di attualità all’insegna dello sberleffo e della scorrettezza politica. Perché è nata questa esigenza? Non vi bastava esprimervi con la pittura e gli altri mezzi artistici che già padroneggiate bene?

Il blog è un esperimento… volevamo faci un sito, ma nessuno di noi spadroneggia l’uso del computer… Così tramite un amico siamo arrivati a Splinder, ed all’idea del “il Diarietto”, devo confessare che mi diverte moltissimo, la grafica è semplice ed ordinaria… Ed è tutto così adolescenziale e squallido…

Leggo sul sito del vostro gallerista (www.fpac.it) un episodio piuttosto emblematico: “Una volta uno dei Saccardi era andato a comprarsi l’autobiografia di Iva Zanicchi da Feltrinelli e lì un artista lo aveva deriso (davanti a delle donne peraltro) aveva detto:-Ma che libri leggi? Ah ah ma che cosa leggi? Allora, dimesso Albert aveva riposto il volume sullo scaffale e ancora oggi si rammarica non averlo comprato tanto che da allora vuole vendicarsi ... gli artisti proprio non li sopporta ...”.
Perché, secondo voi, sopravvive questa idea dell’intellettuale come di un individuo devoto esclusivamente ai massimi sistemi? Perché non viene accettato che la realtà si possa indagare anche attraverso la cultura pop?

È una questione di ignoranza, o meglio, superficialità… L’intellettuale in Italia sembra uno stereotipo uscito da un film degli anni ottanta.

Cosa ne pensate della TV?

Potremmo farcene una scorpacciata e parlarne male il giorno dopo… Come tutti…

Sono curioso di sapere qual è il vostro rapporto con la Sicilia e con Palermo, città nella quale vivete e lavorate. Sembra che dopo la scomparsa di Leonardo Sciascia e Gesualdo Bufalino la Sicilia non abbia più dato molto al mondo delle idee, se non i best seller di Camilleri. Spero che nessuno si offenda per questa affermazione, ma l’evidenza sembra questa. Come vi ponete nei confronti di chi vi ha preceduto lasciando tracce importanti, come per esempio Guttuso?

Semplicemente non ci poniamo… La Sicilia è molto cambiata dai tempi di Guttuso: oggi fa parte del villaggio globale e quello che un tempo era folclore, ora ha il marchio registrato, persino la mafia lo ha… Il che rende la nostra Palermo un' accozzaglia surreale di stili, abitata da strane figure dal fascino neoromantico e maledetto... Palermo è la città più trash della ionosfera dove l’emulazione fallita riesce magicamente...

Fa eccezione alle considerazioni della domanda precedente il pittore palermitano Fulvio di Piazza, esponente di spicco del gruppo Italian Factory. Lo conoscete? Siete in buoni rapporti?

Lo conosciamo, ma i nostri rapporti si limitano al buon vicinato…

E Battiato? Cosa ne pensate del Battiato pittore? E del musicista?

No comment per il Battiato pittore…per il musicista si possono spendere parole buone per buona parte della sua produzione, poi che lui si metta a girare filmacci inutili e noiosi...

Il vostro lavoro, per quello che ho potuto vedere in giro sulla Rete, piuttosto interessante, verte principalmente su due temi: l’irrisione dello star-system dell’arte e l’irrisione dell’intellettuale, per dirla con il deboscio, highbrow. In questo senso trovo gustosissimi i vostri profili dei “tipi da accademia”: quelli che alle fiere e alle mostre d’arte si riconoscono subito dall’uniforme fatta di piercing, dreadlocks, e capelli colorati. Sembrano un po’ i travet della scapigliatura. Vuol dire allora che l’accademia fa male?

L’accademia è stata resa inutile… Come del resto tutto il sistema universitario lo è… Qualcuno sta cercando di denigrare il vecchio “pezzo di carta”… Che va certamente denigrato… Ma non certo per favorire l’ignoranza… Che per quanta simpatia possa generare, è sempre ignoranza.

Le recenti vicende papali, hanno messo in risalto il forte bisogno di religione della massa, al quale è in grado di rispondere un numero crescente di chiese, non solo quella cattolica. Il Laboratorio Saccardi non è rimasto indifferente a questo fenomeno, proponendo due nuove forme di culto: il poly-cristianesimo e l’etruzzismo. Potreste spiegarne brevemente la teologia?

Il poly-cristianesimo è praticamente il cristianesimo senza la cresima. L’etruzzismo è l’incrocio tra la religione etrusca e quella egizia.

Quale artista amate di più?

Ce ne sono parecchi, tutti quelli delle monografie della teschen, ma anche Schifano e la Scuola Romana, tra i più moderni la Beecroft e Cattelan.

Quale, invece, odiate all’inverosimile?

Ce ne sono parecchi, tutti quelli delle monografie della teschen, ma anche Schifano e la Scuola Romana, tra i più moderni la Beecroft e Cattelan.

A leggere i commenti ad un articolo su Exibart, mi sembra che i vostri detrattori siano veramente tanti. Quali sono le etichettature più strambe che vi hanno attribuito? Quali quelle più indovinate?

Preferiamo dimenticare… Anche se dadaisti del terzo millennio non era male come insulto… cmq ti rispondo con due frasi povere: “Le etichette non ci appartengono….” “ stiamo cercando di non farci inquadrare…” chi conosce bene il nostro lavoro lo ha capito…

Qual è il vostro rapporto con il mercato, i galleristi?

Buono… (anche se sto incrociando le dita…) e poi noi non pretendiamo molto…

E la critica? Molti pensano che siano i critici a scegliere gli artisti, mentre avviene quasi sempre il contrario…

Non ci interessa…non leggiamo mai le recensioni perchè nel nostro campo sono spesso pilotate…e poi odiamo questa forma di intellettualismo…anche se molti Critici ci stanno simpatici…è gente con cui si può parlare.

La vostra opera Topololino concorre al prestigioso Premio Cairo 2005. Cosa vi aspettate da questa competizione?

Spero per loro che non facciano l’errore di selezionarci…cmq sarei un ipocrita se dicessi che non mi piacerebbe vincere.

In conclusione, quali sono i vostri progetti e come immaginate il vostro futuro?

Non facciamo mai progetti…figurati per il nostro futuro…