nick's archivelog

Minime impressioni dell'uomo meccanico

26 maggio 2004

Arte e follia

“L’artista folle fa tanto Van Gogh” e io ho sempre pensato che in molti casi si trattasse di atteggiamenti autopubblicitari. Questo finché, verso i quarant’anni, non ho cominciato a esaminare con occhio preoccupato i miei comportamenti esistenziali attraverso gli anni.
Ho sempre evitato atteggiamenti che non giudicassi semplici e sobri, affidando ai quadri la mia immagine di pittore e di uomo e limitando, credevo io, la mia eccentricità al non mettere la cravatta.
Riesaminandomi bene bene scoprii che, salvo la camera imbottita, forse sarebbero stati necessari seri provvedimenti. Avevo però ormai quarant’anni: molti, irreparabili danni li avevo fatti.
La vita dovrebbe “cominciare a quarant’anni”: molte, fiduciose, incredibili idiozie potrebbero forse essere evitate. Non che dopo cominci la saggezza.

Franz Borghese

24 maggio 2004

I mostri 2004

Se Dino Risi dovesse girare oggi I mostri, non mancherebbe di includere un episodio dove un padre trascura la famiglia per aggiornare il blog.

21 maggio 2004

Lettori

Un lettore di professione è in primo luogo chi sa quali libri non leggere; è colui che sa dire, come scrisse una volta mirabilmente Scheiwiller "non l'ho letto e non mi piace". Il vero, estremo lettore di professione potrebbe essere un tale che non legge quasi nulla, al limite un semianalfabeta che compita a fatica i nomi delle strade, e solo con luce favorevole.

Giorgio Manganelli - Lunario dell'orfano sannita -

19 maggio 2004

SDS - Sensibili Donne Scrittrici -

Carolina Invernizio dichiarò in un’intervista: “Io prendo così viva parte alla vita dei miei personaggi che mi commuovo, piango con loro, mi sembra di assistere realmente alle scene che descrivo e sono costretta talvolta a sospendere per un istante il mio lavoro, tanta è la sofferenza che ne provo”. L’esito finale dei romanzi prevedeva sempre la punizione dei colpevoli e il trionfo degli innocenti.

RITRATTI CUNEESI storia e cronaca di Cuneo attraverso i personaggi delle strade e delle piazze
di Giovanni Cerutti

"Forse è proprio per l'amore di Sergio che ho potuto raccontare dello strazio di Timoteo. E' per esorcizzare le paure sui figli che ho voluto scrivere di Angela e del suo cervello aperto. E' perché ho un'anima sudata che ho raccontato Italia." Respira forte. "E una volta partita, scrivo senza parabordi. Affondo dentro il mio dolore, lo cullo. Mi sporco il cuore. Scendo all'inferno con i miei personaggi. Poi ritorno e mi salvo con loro."

Margaret Mazzantini

CON I MIEI PERSONAGGI SCENDO ALL’INFERNO. E LI SALVO
Panorama del 5 settembre 2002, intervista di Stella Pende