Il mondo strapaesano di Alice
Ho avuto l'improvvida idea di attivare Alice Home Tv, perciò sono rimasto un mese e mezzo senza connessione adsl. Un mese e mezzo di chiamate quasi quotidiane al 187. E ogni volta rispiegare daccapo, a persone sempre diverse, che invece di attivarmi un servizio migliore,mi era stato tolto quello che avevo già. Un carosello infernale di telefonate. Una carrellata di tutti gli accenti regionali d'Italia, dall'altra parte del filo. Di volta in volta gentilissimi o cafonissimi, a seconda dei casi. Ma ognuno impaziente di scaricarti. Qualcuno diceva: "Non è di mia competenza", come nei film di Alberto Sordi. Quasi tutti rispondevano alla chiamata con un agghiacciante "Benvenuto nel mondo di Alice". Benvenuto una fava. Ho un problema che mi avete causato voi, e ora mi tocca rimbalzare come una pallina da flipper da uno all'altro dei vostri cazzo di call-center per supplicarvi di risolverlo. Alla fine sono riuscito a riottenere la vecchia connessione. E della TV in streaming, in fondo non ho bisogno. Amen.
E poi mi sono tornate in mente le vecchie dicerie sull'Unione Sovietica. Quelle che un'auto l'aspetti per anni. I trattori rotti abbandonati nei kholkoz perché i pezzi di ricambio non arrivano. Sì, certo, l'Unione Sovietica di trent'anni fa. Noi siamo meglio, più avanti.
Meglio questa Italia strapaesana, che in pochi anni è passata dall'agricoltura all'industria e da qui ai disservizi .

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