nick's archivelog

Minime impressioni dell'uomo meccanico

20 novembre 2007

Due buone ragioni.

Ho sempre visto le petizioni come forme di indignazione che non costano nulla.
Un lavaggio a bassa temperatura per cattive coscienze. Il compiacimento di
vedere il proprio nome elencato tra quelli dell'intellighenzia.

Questa invece la trovo giusta. Per due buone ragioni, almeno.

1.
In 50 anni ho viaggiato parecchio, qui e là, nel mondo. Da un solo paese sono scappato. La Romania. Per vergogna. Vergogna di essere connazionale di quei signori benvestiti che ho visto con i miei occhi, nel parcheggio del miglior hotel di Timisoara prendere a calci (a calci) ragazzini di 10 anni perchè avevano lavato male le loro belle macchine nordestine, dopo avargli fatto la guardia per tutta la notte dormendo all’addiaccio sul cofano. Vergogna di avere lo stesso passaporto di quei tronfi panzuti 50enni che vedevo entrare nell’hotel seguiti da 3 o 4 sedicenni rumene. Vergogna che qualcuno potesse pensare che anch’io ero lì per quello, che anch’io venivo dalla ricca Italia per comprare Romania ‘tutta Romania, donne, bambini tutto’ [...]

Lello Voce

2.
È scomparso da una vita, ma non tutti l' hanno dimenticato. Qui non c'è virgulto degli swinging sixties che non sia stato affidato alle sue cure eccellenti. Come suo paziente, ero troppo piccolo per conservarne un ricordo. I vecchi mi raccontavano di come fosse ruvido ed efficace, umano e al tempo stesso ieratico e distante. Amava la sua professione, si aggiornava di continuo studiando di notte.
La guerra l'aveva trascinato fino all'inferno di Stalingrado. In prigionia aveva imparato il russo. (Spiace non saperne di più, e temo che di queste sue vicende non sia rimasto nulla di scritto). Non so perché avesse deciso di vivere proprio nelle Langhe. Quando gli fu chiaro che il male non l'avrebbe risparmiato, decise di lasciare tutti i suoi beni all' ospedale di Alba. Si chiamava Eugenij Copil Horia, medico e filantropo rumeno.