Medium
Dying is the most embarrassing thing that can ever happen to you, because someone's got to take care of all your details.
I never understood why when you died, you didn't just vanish. Everything could just keep going on the way it was, only you just wouldn't be there.
Andy Warhol
Vorrei scrivere riguardo a Medium, l'ultimo libro di Giuseppe Genna. Se non l'ultimo - stargli dietro è impossibile -, uno dei più recenti.
Mi accorgo che non riesco a dire esattamente quello che vorrei, ma ci provo lo stesso, limitandomi a due parole sole.
"Medium" è uno di quei testi che sin dalle primissime righe, o respingono, o afferrano. Se ti afferrano, ti impongono un ritmo di lettura compulsivo, ti mollano solo al fondo dell'ultima pagina.
E' la vicenda di un lutto, la scomparsa di un padre, raccontata in prima persona dal figlio. Da qui procede un assedio di memorie dolorose, di assurdità burocratiche, di inquietudini e interrogativi, amplificati dal ritrovamento di una lettera spedita dalla DDR molti anni prima.
Da questo punto in avanti, il racconto esonda per quelle vie centrifughe caratteristiche del narrare di Genna. Un viaggio in Germania, le indagini, l' incontro con personaggi singolari, la rivelazione finale.
I riferimenti autobiografici, che mi erano sembrati un po' fastidiosi in altre opere ("Assalto a un tempo devastato e vile" ed il ciclopico "Dies Irae"), trovano in questa un'armonia inedita. Come se lo scrittore Giuseppe Genna coincidesse con l'io narrante per puro caso di omonimia. Qui l'esperienza, particolare e soggettiva, di un uomo, diventa universale. Il suo dolore è il nostro dolore.
Il testo integrale di Medium è disponibile liberamente in Rete, qui. Leggetelo.

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